Il Rapporto del Registro Tumori contiene molti dati inediti. Per quanto riguarda l’incidenza, si stima che in Veneto nel 2023 siano stati diagnosticati 34.512 nuovi casi di tumore maligno (18.482 negli uomini e 16.030 nelle donne), di cui 5.243 casi di tumore della mammella nelle donne, 3.683 tumori del colon retto, 4.202 casi di tumore della prostata e 3.283 casi di tumore del polmone.
Nei maschi con meno di 50 anni i tumori più diffusi sono il tumore al testicolo e il melanoma; il tumore della prostata è il più frequente negli uomini ultracinquantenni, seguito dal colon retto nella fascia 50-69 anni e dal polmone nei più anziani.
Nelle donne il tumore della mammella è il più frequente in tutte le fasce di età analizzate, seguito nelle più giovani (0-49 anni) dal tumore della tiroide e da quello del colon-retto nelle donne di età più avanzata.
Sempre nei maschi sta diminuendo l’incidenza di tutte le sedi tumorali più frequenti, ad eccezione del melanoma che è in aumento. Il tumore del polmone mostra un calo del 3,8% all’anno, in conseguenza della diminuzione dell’abitudine al fumo; si sta riducendo del 4% il tumore del colon retto, grazie alla diffusione dello screening organizzato.
Il tumore della prostata, dopo il picco registrato nei primi anni 2000, presenta un calo annuo dell’1%. Per il tumore della vescica il decremento è del 2,3% annuo dal 2009. Infine, il rischio di tumore del melanoma mostra una crescita del 3,7% all’anno.Nelle donne l’incidenza del tumore della mammella, dopo la crescita registrata negli anni ’90, si è stabilizzata a partire dal 2000. Negli ultimi anni si sta osservando un lieve aumento a carico delle donne tra i 70 e i 74 anni di età, in conseguenza dell’estensione a questa fascia di età dei programmi di screening mammografico delle Aziende ULSS del Veneto. Questo determina nei primi anni un aumento del numero di casi, come effetto (atteso) dell’anticipazione diagnostica. L’effetto positivo dei programmi di screening colo-rettale sull’andamento dell’incidenza del tumore del colon retto nella popolazione femminile ha determinato una riduzione del 3% a partire dal 2008.
Fanno eccezione al calo solo il tumore del polmone (+0,4%), e quello del melanoma cutaneo (+ 2,8% l’anno). Quello dell’utero risulta stabile.Sul fronte della mortalità, nel 2023 si sono verificati in Veneto 13.691 decessi per causa tumorale, 7.389 uomini e 6.302 donne, corrispondenti al 25% dei decessi per tutte le cause (28% nei maschi, 22% nelle femmine).Nei maschi il tumore del polmone è stato la neoplasia che ha causato il maggior numero di decessi (1.456 decessi osservati nel 2023), seguito dal tumore del colon retto (704) e dal tumore della prostata (589).
Nel 2023 sono decedute 978 donne per tumore della mammella, 869 per tumore del polmone e 637 per tumore del colon retto. Analizzando l’andamento nel tempo della mortalità per cause neoplastiche si è osservato nei maschi un calo del tasso standardizzato dell’1,9% annuo fino al 2008 e del 2,6% nel periodo successivo. Nelle donne si è osservato un calo della mortalità tumorale dell’1,1% annuo in tutto il periodo. La mortalità per tumore del colon retto è calata del 2,5% annuo a partire dal 2006; quella della mammella ha avuto un calo costante in tutto il periodo dell’1,2% all’anno e dell’1,6% quella del tumore dell’ovaio. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, il Registro Tumori del Veneto ha realizzato un nuovo Rapporto nel quale vengono presi in considerazione i tre parametri fondamentali nello studio statistico delle patologie oncologiche: incidenza, sopravvivenza e mortalità. “Siamo di fronte a dati che vanno soppesati con soddisfazione, ma anche con prudenza e con la consapevolezza che la battaglia contro il tumore è ancora lunga – ha detto il presidente della Regione Luca Zaia – e che non ci si deve adagiare sui risultati positivi, sia per quanto riguarda la fondamentale prevenzione, sia per la cura. Grazie ai tanti sforzi sin qui profusi, sia sul piano della prevenzione che della cura e della ricerca scientifica, da un ventennio l’incidenza in Veneto sta scendendo, dell’1,8% all’anno tra gli uomini e dello 0,2% all’anno tra le donne”.
“Anche la sopravvivenza a 5 anni – fa notare il Governatore – ci riserva ottime performances, perché aumenta nel tempo per tutte le principali sedi colpite dal tumore, sia nei maschi che nelle femmine. Un successo da dedicare a tutti i nostri medici e ricercatori che, nella loro battaglia quotidiana subiscono meno sconfitte e sempre più vittorie”.
“Un ruolo fondamentale lo sta svolgendo anche l’organizzazione in rete che abbiamo scelto per l’oncologia veneta e l’attivazione delle breast unit con team multidisciplinari che si prendono in carico la donna colpita da un tumore al seno dalla diagnosi fino all’auspicata guarigione. Così facendo, la sopravvivenza a 5 anni per questa neoplasia è oggi al 91,1%, non lontana dal massimo raggiungibile, grazie alle diagnosi precoci e al miglioramento delle cure. Dati che ci dicono – conclude – che siamo sulla strada giusta e che dobbiamo continuare a percorrerla senza sosta e senza adagiarsi sugli allori”.(AGI)
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